Molti luoghi geografici dell‘oceano Pacifico settentrionale hanno nomi legati a Vitus Bering: il mare di Bering, lo stretto di Bering, l‘isola di Bering, il ghicciaio di Bering in Alaska, le isole Komandorsky e anche la regione Beringia (la terra che connetteva Asia e America all‘altezza dello stretto di Bering nel Pleistocene). Il motivo ovviamente va ricercato nel grande lavoro di esplorazione svolto dall‘ufficiale Danese al servizio della marina Zarista in tutto l‘estremo oriente Russo.
Ma chi era Bering? Intanto un Capitano-Comandante Danese al servizio dello Zar che in gioventù aveva, come si dice, preferito la pratica alla grammatica, e a 15 anni si era imbarcato come semplice marinaio, studiando e terminando l‘accademia navale durante il lavoro a bordo delle navi. Se circa il fatto che fosse un uomo buono, gentile e premuroso sono tutti d‘accordo, la stessa cosa non vale rispetto al fatto che fosse forte abbastanza per comandare delle spedizioni così importanti. I suoi biografi su questo punto si dividono e le opinioni su di lui vanno dalla poco edificante definizione di „esploratore di terza categoria“, a quella di „irresoluto“, o di „gentile“, oppure ancora o quella di „intelligente e premuroso“ fino ad arrivare a dire che era un „debole“. Molto probabilmente fu un miscuglio di tutte queste cose assieme.
Ci sono dei punti poco chiari nella sua vita, come ad esempio quando inspiegabilmente perse il lavoro presso la corte Russa e dopo pochi mesi, rientrato nei ranghi, ebbe il comando della più grande spedizione mai organizzata fino ad allora. Come mai Pietro Il Grande, ormai sul letto di morte, scelse proprio Bering per affidargli un incarico così importante? C‘è una tesi secondo la quale pare che
ci fosse la moglie Anna dietro a tutte le cose importanti che succedevano nella vita dell‘esploratore Danese, che fosse lei a
portare i pantaloni in famiglia. Io non credo che fosse così,
al contrario penso che per fare ciò che ha fatto Bering non basti avere una moglie forte e in grado di indirizzare un uomo, bisogna
piuttosto che quell‘individuo abbia delle doti, e non di poco conto. Non dimentichiamoci quello che conteneva la prima proposta dello Zar, la quale recitava più o meno così:
a. costruisci una o due barche o in Kamchatka oppure da un‘altra parte;
b. naviga verso nord seguendo la costa, siccome non si conosce dove essa finisce si suppone che sia parte dell‘America;
c. cerca il punto in cui la Russia si unisce all‘America.
Se si considera che la Kamchatka o „qualche altro posto“ distano 6000 miglia da San Pietroburgo, non c‘erano strade, mappe, possibilità di rifornimento, il territorio è durissimo e inospitale; e che seguire una costa che non si sa dove, quando e se mai finisce esige grande coraggio allora forse qualche qualità bisogna averla.
E se non bastasse fare tutto questo una volta, allora Bering ha avuto il fegato di farlo una seconda, ha passato 16 anni della sua vita in territori e mari sconosciuti, freddi, ostili…e alla fine ha finalmente trovato l‘America. Ha consegnato alla Russia l‘Alaska rendendo gli zar padroni di un terzo delle terre del mondo, ha permesso agli scienziati al seguito delle sue spedizioni di eseguire ricerche ancora attuali, ha aperto nuovi territori ai commerci attirando così gli interessi di molte nazioni Europee. Quello che ha fatto Bering per la conoscenza dell‘oceano Pacifico settentrionale è fuori discussione! Come dice Orcutt Frost, uno dei suoi biografi più famosi: „La storia non è stata gentile con Bering“, quello che non dice è che al contrario Bering ha dato molto alla storia, e lo ha fatto in modo gentile.

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